SCOTT RANSOM: UN CLASSICO CHE SI RINNOVA

Proprio così…oggetto di questo test è un classico che si è rinnovato, a mio avviso, alla grande.

La prima Ransom, apparì nel catalogo Scott nel lontano 2006, un’epoca in cui le discipline gravity oriented si dividevano in dh e freeride, una distinzione non tanto netta dal momento che, allora, molte volte la differenza la faceva una forcella monopiastra anziché doppia piastra montata sul medesimo telaio. A quei tempi Scott decise di fare uno step ulteriore provando a rendere realmente pedalabile una bici da freeride. Nacque il progetto Ransom (165 posteriore e 150 anteriore) che aveva nell’ammortizzatore il cuore di tutto, essendo settabile con comando remoto su tre differenti modalità: L (bloccato), TC (traction control che riduceva il volume d’aria e di conseguenza la corsa) e A (all travel).

Nel 2006 l’esoterico ammortizzatore era un Fox Equalizer TC.

Questa premessa è necessaria per farvi comprendere che a distanza di 13 anni, la filosofia del prodotto è rimasta la stessa, ovvero: creare una bicicletta gravity oriented pedalabile come un xc.

Scott ci è riuscita? Non vi resta che leggere.

Il test è stato effettuato con una Ransom 900I700 Tuned, ovvero il modello top di gamma.

L’occasione per effettuare parte del test è stata resa possibile grazie al bike test organizzato dai ragazzi di MOTOBASE, in collaborazione con Scott Italia, i quali sulle colline antistanti il negozio hanno ricavato in piccolo un ottimo sentiero di allenamento enduristico, tanto per capirci uno di quelli con ripetuti sali e scendi e cuore a mille.

Come per tutti gli altri test da me effettuati, anche questo valuterà l’esclusiva bontà del progetto ciclistico.

TELAIO E GEOMETRIE

Quando nel 2006 Ransom fece la sua comparsa si parlò di bicicletta dalla doppia anima, dopo 13 anni tale aspetto è stato mantenuto a partire dal fatto che il telaio può essere equipaggiato indistintamente con ruote da 29″ o da 27,5″.

In ogni caso a catalogo viene presentata con ruote da 29″, così come la bici da me testata.

Il telaio della Ransom Tuned, si presenta in una colorazione BC style che ricorda molto la Rocky da me testata, l’arancio e il verdone brillantinato lo rendono veramente gradevole all’occhio.

Appare molto solido (come caratteristico di Scott), tuttavia, risulta uno dei più leggeri in commercio, ciò grazie alla esclusiva tecnologia realizzativa HMX che permette di contenere il peso e rendere più rigide e robuste solo le parti che necessitano.

La versione Tuned è l’unica che presenta anche il carro in carbonio, il modello inferiore (910) è equipaggiato con carro in alluminio 6011.

Come premesso, cuore di questo telaio è l’ammortizzatore, studiato da Scott con la collaborazione di Fox che prende il nome di Nude TR.

Nude attiva l’esclusivo sistema di sospensione TWINLOCK che in breve conferisce alla bicicletta tre assetti differenti: discesa, traction control e lockout.

Vale la pena soffermarsi sul Traction Control; “FOX Nude è dotato di due camere d’aria positive. Nella modalità Descend, entrambe le camere sono aperte, creando una sola camera di grande volume. Questo consente di utilizzare l’intera portata dell’escursione posteriore della ruota. Quando si passa dalla modalità Descend totalmente aperta alla modalità Traction Control, viene chiusa una camera d’aria riducendo l’escursione effettiva dell’ammortizzatore. Questo richiede due modifiche: aumentare lo smorzamento e aumentare la progressività della curva di progressione . Apportare una sola modifica riduce drasticamente le prestazioni. Il sistema di sospensione TwinLoc è il solo sistema in grado di cambiare simultaneamente lo smorzamento della compressione e la curva di progressione , consentendo così di non avere condizioni estreme in alto e garantire sempre una trazione incredibile”.

Considerate che tale sistema agisce gemellato con la forcella ed è controllabile dal manubrio.

Inoltre Nude presenta una pratica leva per controllare “al volo” la progressività dell’ammortizzatore.

Tutte le Ransom, sono caratterizzate dall’utilizzo della tecnologia Twinlock, cambiando solo la tipologia di forcella ed ammortizzatore.

Il telaio può essere settato su due differenti angoli di sterzo 64,5°o 65° semplicemente agendo sull’eccentrico posizionato nella biella.

Durante il test, ho provato solo il setting a 65°, in quanto la tipologia dei percorsi lo rendevano più che idoneo. Tale settaggio conferisce una lunghezza del top tube di 602,7 mm, che unita ad un angolo sella di 75,5° rende la bicicletta super pedalabile, con corpo centrato e ben caricato sul manubrio.

Per darvi un’idea, Ransom ha un mix di quote che variano tra la Foxy RR (angolo sella) e la Rocky (top tube).

Personalmente, in tale mix ho trovato la taglia M un filo corta per il mio modo di guidare.

Descrivendo il telaio non posso esimermi dal dire due parole sul manubrio Hixon IC di Syncros che caratterizza questa bici e che fa parte del frame kit.

Bhe…attacco manubrio e manubrio riuniti in un monoblocco di carbonio…da urlo…una vera opera d’arte…però…però su una bicicletta di questo calibro lo trovo un pò lezioso. In molti casi chi possiede una bicicletta tuttofare come questa ha anche due attacchi manubrio di diversa lunghezza, o due manubri con rise differente seconda della stagione o di dove gira. Hixon in ciò è un pò limitante obbligando l’acquirente ad una scelta iniziale di lunghezza. Vale la pena dire che, in ogni caso, i ragazzi di Motobase mi hanno rassicurato sul fatto che nulla toglie che il cliente possa sostituire tale componente con i classici attacco e manubrio di pari fattura e senza alcun esborso ulteriore.

Per concludere tale capitolo, il modello Tuned è disponibile come frame Kit che comprende: ammortizzatore, forcella Fox 36 Float Factory e il manubrio Syncros Hixon.

 

IL TEST/COME FUNZIONA

IN SALITA

Sarei tentato (molto) di eleggere Ransom come la bicicletta muscolare adatta a chi non digerisce le salite (ovviamente tra quelle da me testate ad oggi).

L’allestimento top rende la bicicletta veramente leggera, solo 13 chili e poco più, tuttavia ciò che la rende perfetta per la pedalata è la geometria, con un offset forcella ridotto e un angolo sella di 75,5° e, soprattutto, il sistema Twinlock. Essendo una persona che non ama le sfumature, in salita ho provato direttamente la posizione lockout e…il risultato è stato avere tra le mani un “paletto”. Le sospensioni sono realmente bloccate.

Di sicuro la posizione più interessante per le salite offroad è l’intermedia, la traction control, che riduce l’escursione della sospensione posteriore, pur restando attiva. Pedalando in tali condizioni si percepiscono i benefici dati da una costante trazione e la conduzione del mezzo risulta molto simile a quella di una full xc.

Se a ciò aggiungete che la scelta delle posizioni è comodamente settabile dal comando al manubrio…bhe…tanta tanta roba…perfetta per un percorso enduro, come quello su cui ho eseguito il test.

Insomma, in salita mi ha veramente sorpreso, considerato che la bici montava delle gommazze da 2,6, a mio avviso esagerate nonostante esaltino la trazione sullo sconnesso.

 

IN DISCESA

Come già scritto il test è stato eseguito su un tracciato creato dai ragazzi di Motobase che, seppur corto, simula alla perfezione le condizioni di una reale uscita enduro. Quindi, discese veloci e sconnesse (pietre, massi) curve strette, curve aperte, e strappi in risalita. Il tracciato era perfetto per testare il sistema Twinlock, ma, forse, un po poco duro per testare a fondo la bontà del sistema sospensioni.

Ad ogni modo, la discesa con questa bicicletta si è rilevata una goduria. Al pari di altre 29″ di nuova generazione, il diametro della ruota non pregiudica la maneggevolezza e la giocosità, garantite da una quota circa i foderi bassi molto contenuta. La leggerezza della bicicletta invita ad ollare ad ogni piccolo invito e quando si incontrano radici o pietre ben piantate passarci sopra è una passeggiata.

In assenza di salti di una certa entità o compressioni rilevanti, ho lasciato il ramp control dell’ammortizzatore Nude sulla posizione aperta e non ho mai avvertito un’assenza  di sostegno, anche quando volutamente dopo una ollata sono atterrato pesante.

Di nuovo, anche in discesa, devo rilevare che a mio gusto, le gomme 29″x2,6″ sono esagerate, soprattutto se senza una spalla rinforzata o montate senza un sostegno interno. Per la precisione, l’effetto deriva dell’anteriore in quelle curve in cui è necessario caricare il peso, è molto marcato.

Altro aspetto che mi ha lasciato perplesso è la lunghezza del top tube. Questo se in salita si è rilevato perfetto, in discesa mi ha fatto avvertire la bicicletta un pochino corta…quindi…meditate bene sulla scelta della taglia.

 

CONCLUSIONI

Ransom è di certo una bicicletta polivalente. Efficace in salita, grazie a Twinlock, divertente in discesa. Il modello top di gamma da me testato, rappresenta ciò che di meglio si può pretendere montato su una bicicletta di tale tipologia ed il prezzo di € 7.799 si attesta nella media e, forse, qualcosa di meno.

Come conduzione risulta abbastanza semplice, una via di mezzo tra il race ed il fun.

E’ una bici adatta sia a chi fa gare, sia a chi vuole solo divertirsi, magari migrando verso qualche bike park, terreno congeniale visto i suoi 170 mm di escursione anteriore e posteriore.

A mio avviso ha una lunghezza del TT (nel contesto della geometria globale) un poco particolare e per chi ha un’altezza via di mezzo (es. tra i 170 e i 180 cm, oppure, i 180 e i 190 cm) la taglia va scelta con oculatezza.

Tra le due possibilità di allestimento ruote, ovviamente non ho dubbi, scegliendo il 29″. Ciò, non vieta che una persona in possesso di una componentistica da urlo sulla propria 27,5″ possa mantenerla scegliendo il frame kit.

Infine, Ransom è una bici democratica, nel senso che, scendendo dal modello top si ha a disposizione un ulteriore modello in carbonio con un risparmio di ben 2.200 euro ed altri due modelli in alluminio con un prezzo che parte da € 2.999 per l’allestimento base.

…Alla prossima…

 

 

 

 

 

 

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