ENDURO CUP LOMBARDIA: IL CAMPIONATO LOMBARDO, CRONACA E RIFLESSIONI

Non sono un “endurista” e non ho mai pensato minimamente di approcciarmi ad una gara di enduro, ma, domenica 1 settembre, complice il fatto che a Brescia sulla amata Maddalena si svolgesse il Campionato Lombardo e, che ad esso prendessero parte diversi amici, ho voluto conoscere meglio questa disciplina, per curiosità e (forse) una recondita e repressa attrazione.

Parte la mia organizzazione.

Il sabato ricognizione rigorosamente “navettata” delle 3 PS, grazie all’ospitalità dei ragazzi del team T32.

I concorrenti dopo un dislivello di circa 600 mt. con punte all’8-9%, dovevano affrontare una PS tanto corta quanto insidiosa.

Per intenderci, chi ha girato in Maddalena conosce il dentro/fuori, su di esso è stata ricavata con pepate modifiche la prima prova.

Altro dislivello di 300 mt. e si raggiungeva la PS2, ovvero un percorso da fare a tutta dal primo all’ultimo metro.

Infine, dislivello di altre centinaia di metri  per la PS3, ovvero la Cagnolera+Musa…ma…non la classica Cagnolera, bensì, una tracciatura ad hoc, con fondo instabile, brake bumps, paraboliche a gomito e curve a 90 gradi, che conducevano i riders alla piccola e nostrana Valdisole.

In breve: se alla PS1 esci indenne, devi andare a tutta sulla PS2 e dopo aver frullato per bene le gambe si passa a macinare tutto ciò che resta a livello energetico/muscolare sulla PS3.

Non male!!!!!!

Prove che personalmente ho trovato bellissime, studiate per mettere veramente alla corda mezzi e riders. Trail goduriosi e divertenti in una normale domenica,  da temere nel corso di una gara, anzi, di un Campionato Lombardo.

Entrando nella cronaca della giornata, vanno i miei complimenti e la mia ammirazione per tutti coloro che hanno portato a termine la gara, svoltasi (come se non bastasse) con temperature che sfioravano i 40 gradi.

Per affrontarla era necessaria una preparazione fisica e mentale non indifferente…bravi tutti!!!

A livello organizzativo, la location dei trail era da favola, meno suggestiva la finish line e l’area paddock, che dava un pò il senso da “festa di fine estate dell’oratorio”…per un Campionato Lombardo mi sarei aspettato qualcosa di più.

Citando l’organizzazione, non posso non menzionare  la “svista” dei cronometristi che con grave negligenza fanno partire la PS3 delle e-bike senza posizionare il tappetino rilevatore dei tempi alla fine del percorso. Risultato: PS annullata per le e-bike e classifica falsata ed ingiusta per tutti i riders che nelle due precedenti PS si erano risparmiati per dare tutto nell’ultima.

Ad ogni modo, la maschile assoluta è stata vinta da Matteo Raimondi (team Locca), che a detta dei riders, “fa un altro mestiere”, volando su tutto e tutti, mentre l’assoluta femminile da Piccoli Federica (bmx Verona).

Con grande piacere, la maglia di Campione Lombardo categoria Elite, è stata portata a casa da Mattia Faglia (Motobase), alla sola terza partecipazione ad una gara di enduro…non male e il giovane è solo all’inizio!!!!

Complimenti, oltre che ai vincitori, anche a Stefano Petissi (T32 Santa Cruz) giunto secondo nella categoria e-bike ed a un favoloso Alessio Archetti (T32 Santa Cruz) secondo nella categoria Elite Sport e terzo assoluto.

 

LE MIE RIFLESSIONI

La mia prima riflessione è rivolta a dare una risposta ad una domanda che mi frullava in testa da tempo: “che minchia è l’enduro???”. Ebbene ho potuto vedere che l’enduro non è nient’altro che quello che 15/20 anni fa chiamavamo free-ride solo…fatto di corsa (in gara)…e con una preparazione fisica/tecnica necessaria (quanto meno per non schiattare al cospetto di una gara).

Le risalite con la bicicletta, il percorrere sentieri naturali o poco lavorati, la fatica della pedalata, mi ha fatto ricordare quei tempi, i tempi in cui pedalavo in salita la mia Turro montata con Marzocchi Monster e doppia corona, i sentieri dietro casa per poi gustarmi la discesa. Oggi e soprattutto le nuove enduro bikes da 180 mm sembrano proprio portare in quella direzione, la riscoperta del free-ride, o meglio del riding free.

Domenica ho percepito un senso di libertà e di godimento/passione (da intendersi biblicamente) della bicicletta che da un po di anni non sentivo.

Ecco…forse la forza dell’enduro è proprio questa: il senso di libertà.

Ovviamente, mi riferisco alla disciplina in sé, senza connotazione race.

Anzi, mi spingo a dire che è un free-ride sotto certi versi migliore di venti anni fa!!!! All’epoca possedere una bicicletta votata alla discesa non era così semplice, poca scelta e prezzi molto alti. Le bici di oggi sono super performanti, pesano 12/13 chili di meno e ne trovi di tutti prezzi con ottime occasioni nell’usato. Sempre a quei tempi, non era semplice trovare nella propria zona altri compagni di avventura. I miei ricordi mi portano a lunghi giri solitari.

L’enduro, lo definirei un free-ride 2.0 o anche 3.0!!! Una cosa non nuova, ma migliorata, evoluta.

 

La seconda riflessione riguarda l’e-bike.

Basta con il dire che è la bici della “seconda giovinezza”, per gli over 40!!!!

La e-bike è il presente e non sostituirà mai la muscolare, avrà una vita parallela, prestandosi a nuovi utilizzi e nuovi format di gara.

Poi…diciamocelo, non è un motorino. Se Raimondi pedala una e-bike come la mia (ipotesi), mi darà una vita tanto quanto su una muscolare.

Ragazzi, l’e-bike mancava e per come la considero io, è un qualcosa di alternativo/complementare alla bici muscolare.

 

La terza riflessione (ndr: tre riflessioni come le PS), riguarda Brescia, la mia città ed in particolare il monte Maddalena.

Ho sempre visto la Maddalena come un Finale Ligure con al posto del mare Piazzale Arnaldo (purtroppo!!!/per alcuni può essere per fortuna).

Ebbene, l’amministrazione si è più volte rivelata cieca alle esigenze sportivo/ricreative collegate al monte di casa.

La Maddalena è puntualmente frequentata da free-climber, da chi pratica parapendio, da skyrunner, runner, stradisti, mtbiker, enduristi, discesisti.

Innanzi a tale immenso bacino d’utenza, l’atteggiamento della amministrazione è totale indifferenza.

Non si appoggiano iniziative, tutto ciò che per noi biker esiste è merito della volontà di una sola persona (ndr: il mitico avvocato Riccardo), non si curano sentieri, non si accolgono l’esigenze, come quella più volte avanzata di mettere a disposizione una navetta per i biker (la linea 3) per tutto l’anno ed allestita a dovere.

A questa riflessione non ho saputo dare una risposta…o forse sì…sì…in Maddalena non si possono costruire centri commerciali (PER ORA)!!!!

Va beh…

Grazie per la vostra attenzione e…alla prossima!!!

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