BURGTEC PENTHOUSE MK4: DEEP BRIT

Conosco e apprezzo Burgtec dal 2006, ovvero da quando fecero la comparsa sui campi di Coppa i loro famosi manubri Ride Wide (se non erro Burgtec fu la prima a proporre l’800 mm) ed i pedali, i mitici Penthouse Flats.

Burgetc è una piccola realtà inglese, animata da appassionati di dh, gente che in bici ci va sul serio e che conosce molto bene le esigenze dei rider.

Sin dalle origini ha sviluppato i suoi prodotti facendoli testare a personaggi come Bryceland (…sì all’epoca girava con i flats multicolore), Rennie, per poi arrivare ad annoverare tra le sue fila Minaar, Vergier e molti altri.

Nel corso degli anni il catalogo non ha subito grandi variazioni, a parte qualche periodo in cui circolavano gli ottimi mozzi della serie bulb, Burgetc ha sempre fatto, molto bene, tre cose: pedali, manubri e attacchi manubrio.

Attualmente oltre a questi capisaldi della produzione potrete trovare altri goodies, tipo tappi serie sterzo, perni, reggisella e poco altro, in ogni caso, nulla che meriti pari attenzione rispetto all’oggetto della recensione.

Ciò premesso, vado a descrivervi la mia opinione su questo stupendo flat.

 

COME E’ FATTO

L’MK4, come il suo predecessore MK3, è semplicemente un pedale solido, funzionale e senza fronzoli, in puro stile British.

Personalmente, vedere un pedale del genere mi ricorda la Orange!!!

Si tratta di un prodotto che NON E’ tra i più sottili, che NON HA una concavità accentuata e che NON E’ tra i più leggeri.

In compenso, HA dei veri pin (facilmente sostituibili) che non vi abbandonano neanche dopo l’impatto con rocce di grandi dimensioni, HA degli ottimi e duraturi cuscinetti e SOPRATTUTTO un grip incredibile.

Il pedale (il corpo) ed i perni sono interamente ricavati dal pieno, così come i pin sono frutto di una lavorazione di Burgtec. Inoltre, è disponibile l’opzione (o anche upgrade) del perno in titanio.

Infine, sono disponibili in 8 colori.

COME VANNO

Ho provato questi pedali in due situazioni differenti, ovvero, in dh e per un uso enduro.

Il test è stato effettuato con due tipologie di scarpe differenti; le 5.10 impact e le 5.10 McAskill.

Il risultato è stato il medesimo: sono fantastici, un grip incredibile e tanta solidità.

Non ho molto da aggiungere, sono i miei preferiti.

Il loro disegno semplice li rende perfetti anche per girare con la presenza abbondante di fango (pioggia e fango è nel DNA del loro luogo di produzione).

Insomma, oltre al giudizio di parte…li consiglio vivamente.

CONCLUSIONI

Credo che  per quelli come me, che usano prevalentemente i flats (80% di utilizzo), il mercato proponga una scelta veramente vasta.

Attualmente, ci sono tanti ottimi pedali, il flat è stato elevato da pedale da principiante/nicchia a pedale con una sua propria identità.

Detto questo Burgtec, per me, ha una marcia in più data dalla solidità, dalla funzionalità, dall’essere pensato in modo concreto, dall’essere nelle sue fattezze fuorimoda, anzi, volutamente old school.

Per chi è?

E’ per chi non badando ai 50/60 grammi in più rispetto alla concorrenza, è alla ricerca di un pedale che grippi da paura e che duri una vita.

Già…duri una vita. Scrivo questo perché come da foto, sono in possesso di un paio di MK3 da ben 12 anni, cui ha sostituito solo una volta cuscinetti e pin.

Infine, i pedali MK4 hanno un costo di € 129,90, e sono distribuiti da DSB

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