TEST: ÖHLINS RXF 36 AIR TTX22

La forcella Öhlins RXF 36, rappresenta di certo uno degli upgrade più ambiti per la propria bicicletta.

L’immisione sul mercato è stata preceduta dalla fama dell’azienda svedese, sinonimo di sospensioni d’eccellenza per funzionamento e qualità costruttiva.

Ciò, va di pari passo con la serietà e la competenza del distributore, Andreani Group, cui non serve aggiungere nulla a quanto già il pubblico conosce.

Si tratta di un componente di alta gamma, il cui prezzo è perfettamente in linea con la concorrenza anche se (…notizia positiva…), attualmente la RXF36 TTX22 la potete trovare ad un prezzo sensibilmente scontato, grazie al lancio sul mercato della nuova RXF36 M2.

Il test ha riguardato il “modello vecchio”, proprio per tale motivo. Ho pensato che l’abbassamento del prezzo di listino, rendesse ancora più interessante un componente eccezionale, come pochi altri presenti sul mercato.

Bene…non resta che descriverla.

CARATTERISTICHE

La RXF36 TTX22 AIR, prende il nome dalle caratteristiche che contraddistinguono la forcella, ovvero:

  • 36 il diametro degli steli;
  • TTX22, il sistema twin tube, proprietario Öhlins, con pistone da 22 mm (nella nuova M2, è ridotto a 18 mm);
  • Air, il tipo di smorzamento che, nel test è ad aria.

La TTX22, la trovate nel catalogo Öhlins con il nome EVO. In realtà EVO, non è altro che un upgrade disponibile (gratuitamente scaricando un coupon) per tutti i possessori di TTX22, volto ad esaltarne ulteriormente le caratteristiche di scorrevolezza, pensato per le esigenze dell’enduro riding.

kit evo

IL KIT evo si compone di due nuovi para polvere SKF per migliorare la scorrevolezza e la durata nelle condizioni di bagnato, un anello di modifica che aumenta la scorrevolezza del pistone e tre adesivi, una scritta EVO da sovrapporre a quella sull’archetto e due Ö da sovrapporre alle scritte stampate Öhlins sui foderi.

La RXF AIR è disponible con escursioni che vanno dai 120 ai 160 mm (la versione coil da 27,5 arriva a 170 mm).

Ha un offset di 51 mm per la 29″/27,5+ e di 46 mm per la 27,5.

La battuta del mozzo è boost .

IL TEST

Ho avuto modo di testare questa forcella in diverse condizioni climatiche, di terreno e di riding, montata sulla mia SC Nomad 3.

Nello specifico, il modello montato è l’air da 29/27,5+ con offset da 51 mm, forcella utilizzata da molti pro rider in luogo di quella specifica da 27,5″.

Ho testato la RXF in uscite enduro e in bike park (per comodità e vicinanza il bike park Pezzeda, un terreno veramente selvaggio) in condizioni di asciutto (secchissimo e 35 gradi) e di bagnato.

Sono stato assistito nel settaggio iniziale da Mirko Boccacci, sospensionista e titolare di Motobase (che ha reso possibile questo test), il quale ha iniziato la procedura con l’aggiunta di aria nella camera inferiore (ramp up chamber/camera negativa) e poi in quella superiore (main chamber/camera positiva) in base al mio peso, al fine di raggiungere un sag da manuale del 10/15%. In realtà, la mia forcella ha un sag del 20%, più che adeguato alla mia guida.

La cartuccia TTX (lato destro vista frontale), presenta le regolazioni della compressione ad alte e basse velocità, nonché, quella del ritorno. Nulla di nuovo per chi conosce già il sistema TTX degli ammortizzatori.

Personalmente, ho settato la compressione alle basse velocità su 5 click dei 15 disponibili (ben marcati) ed ho lasciato la compressione alle alte totalmente aperta. Quest’ultima se posta nella posizione di totale chiusura ha un “effetto di bloccaggio” della forcella (non radicale), molto utile per la salita.

La mia prima uscita è stata una pietraia dietro casa, abbastanza insidiosa, preceduta da 3 chilometri di salita.

Di primo approccio, la forcella mi sembrava troppo morbida, tuttavia, ho vuoto fidarmi del settaggio iniziale. Avendo avuto già dei prodotti Öhlins (sin dal primo CCDB che uscì marcato Öhlins) so bene che una prova statica o sul piano non è affidabile.

Il funzionamento in discesa è stato sorprendente, spingendomi a dire di non aver mai avuto tra le mani un prodotto con tali caratteristiche.

Perché? In buona sostanza si ha una forcella costantemente scorrevole e sostenuta allo stesso tempo. L’impressione di una iniziale eccessiva morbidezza in realtà era frutto di mia sensazione confusa con la scorrevolezza, che è realmente sorprendente (ricorda molto le vecchie Marzocchi). Cercando volutamente di fare il “bue” sulle pietre, non ho mai raggiunto il fondocorsa ed il sostegno, il grip della ruota anteriore, è stato ben avvertibile durante tutto il riding.

Ciò è reso possibile grazie alla tecnologia delle parte pneumatica, in particolare alla presenza di una camera di progressione posta tra le altre due che lavora in modo indipendente agendo sul fine corsa.

Questo in cosa si traduce: un anteriore molto affidabile e maggiore precisione di guida.

Passando alla prova in bike park, mi sono trovato a testare la forcella su terreno roccioso (umido e bagnato) con sentieri grezzi pieni di buche, sassi smossi e chi più ne ha ne metta (insomma…non da bike park moderno).

Mi piace andare al sodo delle cose, dicendovi che dove più mi ha impressionato la RXF è stata la percorrenza di curva. Nelle curve, chiuse o aperte, ridotte in condizioni pietose, la forcella infonde un senso di sicurezza assoluto, rimarcando al rider che il limite è soltanto il suo.

Le curve che conosco da anni (e che purtroppo sono rimaste sempre le stesse) mi sono trovato a percorrerle con una velocità e con traiettorie nuove.

Mi ha regalato una guida più sicura e divertente, in cui lo stato del terreno, l’umidità ed il bagnato hanno rappresentato un aspetto trascurabile.

Qualche pecca in questo prodotto? Non direi, a parte il fatto che la compressione alle basse velocità da l’impressione di avere una gap di sensibilità tra i 7 click e la totale chiusura, nel senso che da detta impostazione risulta già ben marcata.

Il Setting della forcella non è complicato e se siete assistititi dal vostro venditore, sarà ancora più facile ed immediato. In ogni caso, io consiglio sempre di partire dalle indicazioni del manuale.

CONCLUSIONI

Come detto in premessa si tratta di un prodotto top di gamma.

Forcelle Öhlins di seconda mano, non sono facili da reperire e questo la dice molto sulla bontà del prodotto.

Per chi è? In primis per chi ha la possibilità economica di affrontare un upgrade di questo tipo, anche se attualmente la RXF 36 la potete trovare sui € 900 in luogo dei € 1400 circa del listino. Un acquisto che con l’attuale prezzo consiglio vivamente.

E’ un prodotto che si rivolge a tutti coloro che vogliono una vera ed efficace sospensione. Una forcella adatta agli agonisti ed a chi vuole una guida più sicura, fluida e personalizzabile.

Meglio o peggio di Fox o RS? A mio personale parere certi aspetti la rendono migliore delle concorrenti, tra questi sicuramente la scorrevolezza, l’assistenza garantita da Andreani e infine, il prezzo attuale, veramente competitivo.

Un ottimo prodotto, sotto tutti gli aspetti, una coppia vincente se abbinata a chi ha già il proprio telaio montato con un ammortizzatore TTX22.

Si ringrazia MOTOBASE per l’assistenza nel set up e la fornitura della forcella.

 

 

 

 

 

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