ISEO ENDURO AREA E…NON SOLO. LA RISCOPERTA DELLA MTB

Forse a taluno il titolo di questo articolo può sembrare altisonante ed anacronistico.

Per me no.

Per me costruirsi un sentiero più o meno vicino a casa per godersi la mtb, soprattutto in discesa, significa tornare indietro di più di vent’anni, quando parole come bike park o enduro non facevano ancora parte del vocabolario di un biker.

E’ la riscoperta della mtb, mezzo di sfide (anche con se stessi e i propri limiti), aggregazione, condivisione e socializzazione.

E’ così che un gruppo di ragazzi residenti più o meno nelle terre di Franciacorta, costretti dall’assenza di bike park (per l’appunto) e stufi di percorrere gli stessi sentieri o macinare chilometri per farne di nuovi, si sono rimboccati le maniche ed hanno creato quella che attualmente può essere definita una delle migliori zone della Lombardia dove praticare enduro o, come preferisco dire io, dove fare discesa pedalando la salita con le proprie gambe.

Nasce quindi dalle mani di essi (cui non voglio fare nomi, in quanto costruire sentieri è tollerato, ma pur sempre Kriminal) IseoEnduroArea, una zona paesaggisticamente stupenda, con dei track adatti a tutti i gusti ed a tutti i livelli. Tracce modellate da mani sapienti, nel rispetto totale della natura (non ci sono passerelle o trappole varie) e nel rispetto di chi le percorrerà.

Un grande lavoro, in continua evoluzione.

Molti di voi, avranno già conosciuto a chi appartengono le mani di cui parlo. Molti di voi avranno già percorso tali sentieri e sono certo che l’unica cosa che avrete detto alla fine di una discesa sarà stata “facciamone un’altra!!!”.

Detto ciò, sabato scorso, durante la mia consueta uscita sul monte dietro casa (Regogna di Rezzato), vedo un pickup con tanto di bike e bikers nel cassone.

Sono tutti sui 20/25 anni, la generazione Playstation. Essendo da solo chiedo “che sentiero fate?”. Uno di loro risponde “abbiamo appena finito di pulire e sistemare un paio di sentieri stamattina…ti aggreghi?”. Come rifiutare un invito tale!!!!

Due parole prima di iniziare la discesa e scopro che mi trovo nel mezzo dei “Italian.Gravity.Family” (instagram: @italian.gravity.family), ovvero, una bella compagnia di amici il cui obbiettivo è divertirsi, facendo mtb, quella vera…quella che aggrega, quella che ti porta a sbatterti per creare qualcosa che non c’è.

Insomma, ragazzi che sono l’esatto opposto di quelli che si definiscono bikers solo perché hanno visto tutti i video di Semenuk.

Bhe…che sentiero…che discesa…non lunga, ma bella tecnica e a quanto sembra, sono solo all’inizio dell’opera di creazione e ripristino.

Indagando un poco, scopro che il loro intento è quello di creare una piccola “IseoEnduroArea”, piccola, ma, incazzata aggiungo io, dal momento che il fondo delle mie zone è prevalentemente roccioso (non a caso è la terra del marmo).

Una piacevole sorpresa avere incontrato questi ragazzi, un bellissimo incontro che al ritorno a casa ha suscitato in me diverse riflessioni, parte delle quali vorrei condividere.

La prima di esse, che da il titolo all’articolo, è quella che è in atto una riscoperta della mtb, sicuramente grazie all’enduro (disciplina che traina il settore). Una riscoperta vera, fatta di passione forte, che ti spinge a investire tempo per creare qualcosa che ti godrai come non mai. E’ l’essenza della mtb (secondo il mio pensiero), quella che ti porta a conoscere altre persone con la tua passione, che crea nuove amicizie, che apre la mente alla scoperta.

La seconda è che realtà come Iseo, Rezzato, Valsabbia, sono accomunate da circostanze ambientali molto simili, in primis…l’arrangiarsi senza alcun supporto esterno. Non sono supportate da amministrazioni, negozi della zona, marchi del settore, tutto ciò che viene creato in alcuni casi si spera non venga poi distrutto o sacrificato per altre ragioni (…tipo la caccia, il preservare il terreno, i funghi o altre simili).

La terza, conseguenza della precedente, è che un poco mi rattrista pensare che tali realtà, che tali mani non possano contare su un minimo appoggio.

Penso che marketing manager dall’ego sconfinato che si arrogano il diritto di conoscere i giovani e le loro tendenze, dovrebbero riflettere sul fatto che proprio grazie a realtà come quelle descritte il movimento e conseguentemente il mercato progredisce . Sembra semplice, ma, senza sentieri puliti o ripristinati con una bike da enduro non vai su strada! Invece, taluni sembrano più presi ad individuare la Ferragni della mtb, il “pro molto social”, il “fenomeno in patria”.

Del pari, penso che tale supporto debba provenire anche dai negozianti, meglio ancora se della zona. Il prezzo sul prodotto in molti casi è una battaglia persa dall’inizio, si sa. Vendi un prodotto a 10, Amzon lo mette a 8, Ebay a 7….non è quella la via. Non tutto può essere ricondotto al prezzo.

Investire e supportare gruppi come quelli di cui ho scritto, significa investire sul SOCIALE, che in netta contrapposizione con il SOCIAL, comporta contatto umano, tesse nuove relazioni, amplia le conoscenze, crea “il giro”. Più o meno giovani il confronto arricchisce e porta il tutto su un piano di conoscenza terreno che fa cultura.

Riflessioni…mie, personali, che però tendono a mettere in contrapposizione un mondo fatto di tanta, troppa fuffa, a belle, isolate e concrete realtà di cui tutti noi possiamo goderne i frutti.

La mtb è anche cultura in continua evoluzione ed io, sognatore, la vedo anche in un nuovo sentiero.

 

One thought on “ISEO ENDURO AREA E…NON SOLO. LA RISCOPERTA DELLA MTB

  1. DOVEROSA INTEGRAZIONE ALL’ARTICOLO!!!!! I ragazzi di IseoEnduroArea, sono supportati da GiangisBike, che li fornisce di e-bike per la manutenzione dei sentieri. Giangi, da me contattato, ha confermato la volontà di continuare a supportare questa bella realtà. UNA BUONA NOTIZIA!!!!

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