NOI BIKERS SAREMO LA RINASCITA E LA RESISTENZA

GIORNO 42 DEGLI ARRESTI DOMICILIARI

Per me scrivere in questo periodo è cosa tutt’altro che facile.

Non tanto perché non abbia cose da dire, piuttosto, ne ho troppe.

Ad ogni modo, questo sarà il mio ultimo articolo su questa brutta vicenda, su questo buissimo periodo.

Bene, ciò premesso, quello che oggi mi accingo a scrivere, è un bilancio dei giorni trascorsi ed allo stesso tempo una esortazione alla rinascita.

La prima cosa che osservo, mio malgrado, è che ciò che ipotizzavo un mese fa nel mio articolo CORONAVIRUS: IL MANTRA DEL #IORESTOACASA E IL SOTTILE CONFINE TRA DEMOCRAZIA E DITTATURA si è realizzato, con tutte le conseguenze che ben conosciamo e che stiamo patendo.

Purtroppo, lo stare a casa, ha influito ben poco sul dilagare del virus (non lo dico io ma l’ISS), ed ha avviato il nostro Paese verso una crisi sociale ed economica senza precedenti.

In questi giorni, il mio pensiero è andato molte volte ai miei amici, quelli che in molti casi hanno trascorso i domiciliari peggio di me. Penso ad Ivan, 42 giorni DA SOLO, senza vedere i propri cari, senza conoscenti vicini con cui fare due parole se non attraverso “la videochiamata”. Penso ad Angelo, anch’egli SOLO, lasciato solo ad affrontare i possibili sintomi di una malattia che per lui (con problemi respiratori) avrebbe potuto essere letale. Penso a Davide, nella stesa condizione di Ivan, ma, con un piccolo pezzo di giardino. Penso a Mirko, con un padre che facendo del bene ha contratto la malattia e solo ieri è uscito dal tunnel.

Tra i miei pensieri ed i desideri di inizio AADD, vi era la speranza che questo momento riuscisse a tirare fuori il meglio delle persone.

Ho assistito invece alla nascita di vari sceriffi (da balcone, da parcheggio, da parco), all’uso dell’autorità statale per schiacciare le persone perbene in nome di NON LEGGI (ricorderò per tutta la vita la Pasqua stile apocalypse now), all’atteggiamento da lacchè delle maggiori e più rilevanti testate giornalistiche, anche sportive, anche del nostro settore.

Ora, in vista di una possibile riapertura, di una restituzione dei diritti incostituzionalmente tolti, si assiste ai fenomeni cabriolet, o per dirla in gergo ai backflip, di artisti che visto l’annullamento delle loro date non predicano più #iorestoacasa, bensì, si scagliano con veemenza per il riconoscimento del loro status (sia chiaro non di pensiero,  ma, meramente mercatorio).

In vista della riapertura dei diritti (parziale…non siate troppo fiduciosi), si assiste ad una “pregevole” dissertazione sulle nostre riviste di come sarà dopo; quali precauzioni usare, dove andare e dove no, cosa fare e cosa no…in puro stile filo governativo.

Loro, si arrogano il diritto di dirci e spiegarci per bene come sarà il biker post-covid emergency.

Loro…che non hanno mai speso due parole (se non un articolo apparso recentemente) sulla crisi che patiranno negozi, rivenditori, persone, lavoratori impiegati nel settore.

Ebbene, a seguito di queste riflessioni, ho maturato il mio post-covid.

Io, che sono stato buono sino ad ora, ho deciso di riappropriarmi di ciò che mi è stato tolto…da quando?

Indipendentemente da ciò che statuiranno, dal 4 maggio, io mi sentirò legittimato a uscire in bici, a riprendermi il mio lavoro (da autonomo è un mese e mezzo che non vedo un centesimo), a non farmi prendere più per il culo da chi per un mese e mezzo mi ha tolto tutto senza giustificati motivi, ma, solo per coprire le proprie lacune (chiamiamole così).

Come dice Pippo (Marani)…bisogna tornare ad essere “Randagi”, che badate bene è molto più di una definizione…è un modo di essere…molto rock and roll.

Sarà una rinascita piena di speranze, la prima delle quali, quella di riuscire a sbarcare il lunario.

Credo che questa rinascita, questo essere randagi, rappresenti quasi un “dovere” per la sopravvivenza del nostro mondo e non solo.

Certo dovremo scontrarci con i repressi da “mancanza di centro commerciale”.

Avremo molta gente contro, chi ci guarda male, i lobotomizzati da quarantena, quelli che #iorestoacasa e non penso.

Ma vi chiedo…voi che come me avete scelto questo sport, vi ricordate perché avete fatto questa scelta? Vi ricordate cosa vi da l’andare in bici?

Bisognerà lottare e resistere.

Lo dobbiamo in primis a noi stessi, poi, al mondo cui apparteniamo.

Concludo: ricordiamoci che in questo mondo esistono i negozi che con ancora più fatica dovranno alzare le saracinesche. Un negozio equivale almeno ad una famiglia. Il negozio si appoggia su un rivenditore, il quale a sua volta ha dei dipendenti, i quali hanno anch’essi una famiglia.

Per 10 euro in più, se ne avremo la possibilità, compriamo in Italia, rivolgiamoci a loro.

Sabato sarà il 25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE. Spero che gli unici aerei che solcheranno i cieli italiani siano quelli delle Frecce Tricolori.

 

 

 

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